Il Consiglio regionale riabilita Clara Marchetto: prevista una targa commemorativa in Regione
12/03/2026
Il Consiglio regionale riunito a Trento per la prima seduta plenaria dell’anno ha approvato una mozione che riconosce pubblicamente l’ingiustizia subita da Clara Marchetto (1911–1982), partigiana ed esponente dell’autonomismo trentino, eletta nel 1948 ma impossibilitata ad assumere il mandato di consigliera regionale. L’aula ha deciso di riabilitarne ufficialmente la figura e di dedicarle una targa commemorativa nella sede della Regione.
La seduta si è aperta con il ricordo dell’ex consigliere Franz Anton Alber, eletto nella provincia di Bolzano nella decima legislatura nelle file della SVP, recentemente scomparso. Su richiesta del presidente del Consiglio regionale Roberto Paccher, l’aula ha osservato un minuto di silenzio. Successivamente è stata comunicata la nascita del nuovo gruppo consiliare di Forza Italia, costituito dai consiglieri Claudio Cia e Christian Bianchi, mentre il consigliere Thomas Widmann è entrato a far parte del gruppo La Civica Alto Adige.
La riabilitazione storica di Clara Marchetto
Il Consiglio ha quindi esaminato la mozione n. 23, “Ricordo di Clara Marchetto”, presentata su iniziativa del collegio dei capigruppo. Il documento impegna il presidente del Consiglio regionale a rendere pubblica la riabilitazione della figura della partigiana e a riconoscere formalmente l’ingiustizia che le impedì di assumere l’incarico nel 1948.
La mozione prevede inoltre tre azioni concrete: la promozione di uno studio scientifico sulla figura e sull’attività politica di Marchetto, la pubblicazione dei risultati e l’installazione di una targa commemorativa pubblica e accessibile nella sede della Regione.
Clara Marchetto fu un’attivista dell’ASAR, organizzazione autonomista considerata antesignana dell’attuale PATT. Durante il regime fascista venne condannata all’ergastolo nel 1940 per spionaggio da un tribunale speciale e rimase in carcere fino al 1944, quando fu liberata dalle truppe alleate. Nonostante fosse stata eletta nel Consiglio regionale nel 1948, la condanna emessa durante il fascismo risultava ancora formalmente valida e impedì la sua proclamazione.
Durante il dibattito numerosi consiglieri hanno ricordato il suo impegno politico e civile, tra cui Walter Kaswalder, Paola Demagri, Brigitte Foppa, Maria Bosin, Bernhard Zimmerhofer, Sven Knoll, Filippo Degasperi, Andrea de Bertolini, Magdalena Amhof e Harald Stauder.
I distinguo di Fratelli d’Italia e l’esito del voto
Nel corso della discussione sono emerse anche alcune posizioni critiche. Francesca Gerosa, per Fratelli d’Italia, ha invitato a valutare con prudenza l’operazione politica di riabilitazione, ricordando come la figura di Marchetto presenti ancora elementi storici complessi e controversi.
“La nostra firma in calce alla mozione – ha spiegato – è nel segno della collaborazione istituzionale, ma non significa una condivisione totale del contenuto”.
Per questo motivo il documento è stato votato per punti separati. Le premesse della mozione hanno ottenuto 53 voti favorevoli, mentre i tre punti operativi hanno registrato rispettivamente 53 voti favorevoli e 2 contrari, 54 voti favorevoli, e 53 voti favorevoli con 2 contrari.
In aula anche la discussione sull’educazione alla democrazia
La seduta è poi proseguita – sotto la presidenza del vicepresidente Josef Noggler, in sostituzione di Paccher impegnato in altri impegni istituzionali – con l’esame della mozione n. 19 sulla promozione dell’educazione alla democrazia e sul rafforzamento della partecipazione civica locale.
Il documento, presentato dai consiglieri Köllensperger, Rieder e Alex e Franz Ploner, impegna la Giunta regionale a elaborare un piano organico per rilanciare la partecipazione democratica, ispirato anche a modelli internazionali come quello svizzero di democrazia attiva.
Tra gli obiettivi indicati figurano lo sviluppo di programmi di educazione alla democrazia nelle scuole, la collaborazione con istituti di ricerca e la creazione di una Carta dei valori per la democrazia locale, finalizzata a rafforzare il rapporto tra cittadini e istituzioni.
Per valutare le possibili ricadute sul sistema scolastico trentino, l’assessora all’istruzione Francesca Gerosa ha chiesto una pausa dei lavori per approfondire il tema prima della prosecuzione del dibattito.
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